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Visualizzazione post con etichetta kate moss. Mostra tutti i post
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giovedì 13 settembre 2012

Ma allora The Ring non v'ha insegnato proprio niente. V/H/S.

Se anche voi eravate adolescenti all'inizio del 2000, dovreste aver visto un paio di cosette che vi hanno segnato a vita.
Cosette che un giorno vi porteranno a educare vostro figlio a suon di "Non guardare videocassette offerte dagli sconosciuti". E naturalmente con "cosette" intendo la saga di The Ring: il primo, il secondo e pure l'originale giapponese (che èèè meglio! Così, alla Quattrocchi).
Bene, preparatevi a veder infranta questa regola di base del quieto vivere - e del continuare a vivere in generale. I protagonisti di V/H/S ci riportano indietro, in un'età dell'oro in cui la gente era più semplice, più ingenua, e non vedeva proprio nulla di male nello spingere play, una volta trovata una videocassetta misteriosa. Trovata di notte, in una casa sconosciuta. Dove l'unico abitante è un cadavere. Che, guarda caso, giace di fronte al videoregistratore.
Gente sveglia, insomma.
D'altra parte, stiamo parlando di un gruppetto di ladruncoli (parlo come mia nonna, lo so) che fanno irruzione in questa casa documentando il tutto con videocamera. Per cui difficilmente li avremmo mai visti candidati a un Nobel. Se fossero sopravvissuti, ovvio.
Ma hey, tranquilli: non vi sto spoilerando nulla. Perché tutta questa vicenda è solo la cornice: il film vero è proprio consiste in cinque mini-mockumentary, corrispondenti ai cinque video incautamente guardati dai malfattori.
Un po' stile "I racconti della cripta", dove la parte di Zio Tibia è affidata a un videoregistratore.

Ed è qua che inizia il bello - o terrificante, che dir si voglia. Non per niente V/H/S, tra le anteprime viste al FrighFest, l'ho subito eletto FILM Me la faccio addosso per eccellenza: i cinque episodi sono decisamente sconsigliati a deboli di cuore, donne incinte e chiunque sia solito dormire da solo.
Qualora la struttura di V/H/S non vi sembrasse già abbastanza incasinata, ecco a voi l'elenco degli episodi in rigoroso ordine non cronologico, bensì di gradimento.

The Sick Thing That Happened to Emily When She Was Younger 


L'intero episodio consiste in una videochat - e già qui, applausi per la tecnica. La schermata di SkypeTaroccatoPerRagioniLegali ci presenta Emily e James, fidanzati, che se la chattano tranquillamente, sera dopo sera. Tutto normale, se non fosse che la casa della ragazza si scopre infestata di strane presenze, che lei ogni notte mostra con nonchalance al suo innamorato tramite webcam. Detta così sembra cosa da niente, ma fidatevi: questo episodio vale come allenamento al salto in alto. Senza contare il colpo di scena finale, che…non fatemi parlare o vi rovino tutto. Insomma, se ci fosse un premio specifico per il miglior corto-mockumentary-horror, vincerebbe questo.

Second Honeymoon 

Ecco, parlare di questo episodio senza cadere nello spoiler mi fa sentire un po' un elefante alle prese col funambolismo. Vi dirò solo che:
- i protagonisti sono una giovane coppia in viaggio: foto ricordo standard, momenti pucci pucci, itinerario scontato - i classici americani polli, o almeno così pare;
- una sera bussa alla stanza del loro motel una strana ragazza, in cerca di un passaggio. E da lì parte un'escalation di tensione, che culmina anche in questo caso in un finale pazzesco. Bello, inquietante e perverso: sono le uniche cose che posso dire senza svelare altro.

10/31/98
Mettiamola così: magari tu sei una ragazza tanto carina, e ti sei pure vestita da battona chic. Ma proprio quella sera, nel locale dove risplendevi fino a un secondo prima, entra Kate Moss. E tu sei fottuta per sempre.
Questo episodio purtroppo risente dell'effetto Kate Moss: preso di per sé non è affatto male, ma messo accanto ai due di cui sopra finisce per fare un po' da tappezzeria.
In pratica, è la sera di Halloween. E un gruppetto di amici si dirige a una festa. Solo che sbaglia drammaticamente location e finiscono tutti in una casa che pare presa d'assalto dai Poltergeist. Il colpo di scena, inutile dirlo, è il marchio di fabbrica di V/H/S. Solo che in questo caso si inizia a fiutarlo con troppo anticipo, e il risultato finale è un po' un "Boh…si, ma anche no".

Amateur Night 


No, beh, questo episodio è una cagata, posso dirvelo subito. Giovanotti bricconcelli vanno in discoteca a caccia di amore biblico, ma beccano una vampira-cannibale-non si capisce bene cosa diamine è. Fine. Molto sangue per nulla.

Tuesday the 17th
Sarò onesta: io questa storia non l'ho capita. E sarò ancora più onesta: sospetto che sia un problema relativo più alla sceneggiatura che alla mia lentezza mentale.
E' tutto molto Blair Witch Project - ragazzi nel bosco che iniziano a morire, di fronte alla videocamera - ma senza nemmeno uno straccio di witch. Mi ha lasciata più preda della perplessità che del terrore.

Comunque tranquilli: l'ordine cronologico degli episodi garantisce un'ottima alternanza di perfezione e cagata. Quindi alla fine uscirete dalla sala annuendo compiaciuti e pensando "Massì, mi è piaciuto un bel po', questo V/H/S!".

giovedì 30 agosto 2012

E con ogni pizza in omaggio una lattina di saggezza. Mystic pizza.

Il 2 ottobre è la festa dei nonni. Avete presente no, sono le babysitter di quando eravate piccoli, che invece di ricevere dai vostri genitori i cinquantamila, li davano a voi. Comunque, quel giorno lì, se vorrete celebrarli non troverete niente di meglio che Mystic Pizza. Perché Mystic pizza è l’apoteosi dei nonni e dei loro dettami. Il film solo apparentemente parla di queste tre ragazze, di cui due sono sorelle, che lavorano nella pizzeria che dà il nome al film. Dove a quanto pare si fa la pizza più buona del mondo. Vi ricordo che stiamo parlando di una pizzaiola di origine portoghese, che sforna pizze negli Stati Uniti, paese dove viene considerata una prelibatezza metterci ananas e prosciutto cotto. Ma io non sono Gordon Ramsay, quindi chissene. Queste tre ragazze, tra cui una piuttosto in carne e in fase di litigio col parrucchiere Julia Roberts, vengono seguite mentre intrecciano relazioni sentimentali. È un chick flick, che vi aspettavate, una partita a scacchi con la morte per caso? In realtà, quello che viene prepotentemente fuori dalla pellicola, è quanto i nonni ne sappiano. 
1) I nonni salvano i matrimoni. Tu, donna, perché dovresti mettere in casa, sotto gli occhi di tuo marito architetto green radical chic, una soda e palpitante 18enne (Kat Arujo, ossia la sorella piccola del personaggio di Julia Roberts)? Qual è il prossimo passo, Sasha Grey come donna delle pulizie per scopare i pavimenti? Pigliati nonno, risparmi, e rendi molto più difficile a tuo marito tradirti. 

2) Impara a cucinare. Non importa che Julia Roberts interpreti la cameriera, e quindi non colei che spignatta a tutti gli effetti ma solo quella che porta il pasto in tavola: quando dalla cucina passa nella sala del locale, gli uomini la guardano con bramosia. Cibo = sesso = tenersi un uomo. 
3) Meglio con più carne addosso: uno dei 3 protagonisti maschili preferisce una florida e mora Roberts alla biondina magra e algida. Lo so, il mio ideale di donna è Kate Moss, ma a quei cretini col cromosoma y piace infilare le mani – e altre svariate parti – in luoghi morbidi e coccolosi. Quando nonna Adele mi dice “Quanto stai bene celletta (uccellino) mia”, io due cose so: che il mio BMI è a 30, ossia sull’orlo dell’obesità; ma che le mie tette sono più grandi. (I “poro celletto” invece, secondo mia nonna indicano grave sciagura, come quando mio fratello è stato un anno a Copenaghen per studio. In effetti come non compatirlo.) 
4) Datela dopo. Milioni di nonne non possono essersi sbagliate. Dove “dopo” è relativo a sé stesso, è dopo il dopo, tergiversate, fategli venire le palle color puffo. Quando Julia Roberts conosce Charles Gordon Windsor Jr. Mazzanti Viendalmare, gliela dà praticamente subito. E rimane inculata. Per inciso, se volete capire cosa si intende davvero quando si parla di “lineamenti cesellati”, guardate lui. 


Poi vabbè che il finale rimane aperto, si rifrequentano e via dicendo. Ma a me piace pensare che per una volta a Julia sculata Roberts non vadano bene le cose, e che le raccomandazioni delle grangenitrici siano sacrosante. 
Quindi cari amici, stasera, quando tornate a casa, prima vi vedete il film, e poi andate dai vostri nonni, e pure dai vostri genitori, che sono i nonni di domani, date loro una carezza, e dite loro “Questa è la carezza di Blood and Tears”.