In Italia sbarca solo
questa settimana - mercoledì, su MTV. Tuttavia, a meno che non siate uomini, di
Girls avrete già sentito e letto di tutto.
Breve sintesi? Serie
tv al femminile, definita dai più l'anti-Sex and the City. Scritta, diretta e
interpretata da Lena Dunham. E su
quest'ultimo punto poi ci torniamo.
Ora. Quando una serie mi viene presentata come "l'anti-Sex and the
City", io per logica mi aspetto una bella serie.
Una serie che NON abbia per protagoniste quattro donne che farebbero
diventare ogni lesbica etero e ogni uomo gay.
E una serie dove il sesso libertino NON sia urlato al mondo come unica
prova tangibile dell'indipendenza femminile.
Ecco, dopo aver guardato la prima stagione di Girls, mi rendo conto del
mio errore.
Quello che intendevano quei trafiletti apparsi di recente su ogni rivista
femminile era, evidentemente: la protagonista di Girls si veste come si
vestirebbe Carrie Bradshow se improvvisamente perdesse la vista. E ha un peso
corporeo pari a quello di Samantha, Charlotte e Miranda messe insieme.
Pertanto, si, in tal senso mi trovo d'accordo: Girls è assolutamente agli
antipodi rispetto a Sex and the City. E lo fa rimpiangere anche a chi, come me,
Sex and the City non l'ha mai sopportato.
Questa nuova e indispensabile serie ci insegna un'importante lezione: non
c'è mai limite al peggio, quando si parla di donne a New York. Non capisco se
sia la grande mela a ridurre ogni essere dotato di vagina in un inutile e
fastidioso insieme di blablabla, o se è solo quel tipo di esemplari femminili a
trasferirsi lì. Fatto sta che niente, se cercate un'amica, una fidanzata, o
anche solo una compagna di scopate, state lontani da New York.
O a quanto pare verrete travolti da drammi
esistenziali/sessuali/lavorativi/sentimentali, con cui donne dalla personalità
pari a quella della lattuga scondita tentano di smuovere un po' le acque delle
loro vite stagnanti.
Poi, una nota a parte la merita la brillante mente che ha dato la luce a
Girls. Che si, ok: ‘sta Lena Dunham avrà pure 26 anni, tanto di cappello. Ma il
suo vero talento è stato quello di convincere la gente che la sua serie
meritava una chance. Su quello, chapeau: è una venditrice nata, se ha convinto
qualcuno a produrre Girls potrebbe riuscire anche a trasformarmi in testimone
di Geova bussando alla mia porta di domenica mattina.
Quello che io mi chiedo è: dopo un simile successo, c’era
davvero bisogno che questa donna ci mostrasse il suo topless in circa un
terzo delle puntate? No, perché vi avviso: la Dunham è anche la protagonista di
Girls, e ricopre l’ambito ruolo di personaggio più odioso nonché più
disinibito. Una combo che, fidatevi, riscontrata in una donna che non sia Megan
Fox può avere risultati agghiaccianti sulla vostra vita sessuale. Ma Lena è
sveglia, dicono. Per cui, chi lo sa: magari Girls altro non è che un
lunghissimo viral per i Durex ritardanti.


